
Una delle componenti più importanti dell’aspetto dell’intelligenza emotiva sociale, è costituita dall'empatia, concetto citato precedentemente, ossia dalla capacità di riconoscere le emozioni e i sentimenti negli altri, ponendoci idealmente nei loro panni e riuscendo a comprendere i rispettivi punti di vista, gli interessi e le difficoltà interiori. Essere empatici significa percepire il mondo interiore dell'altro come se fosse il nostro, mantenendo tuttavia la consapevolezza della sua alterità rispetto ai nostri punti di vista.
La comunicazione, altra attitudine "sociale", è invece la capacità di parlare agli altri, facendo coincidere il contenuto esplicito dei messaggi (trasmesso dalle parole) con le proprie convinzioni ed emozioni (involontariamente rivelate attraverso il linguaggio del corpo). Comunicare in maniera efficace è anche saper ascoltare e fare domande, mantenendo una reale attenzione alle risposte emotive dei nostri interlocutori.
Imparare a riconoscere e rispettare le proprie emozioni serve anche per sviluppare l’empatia; inoltre un alto grado di empatia facilita enormemente la comunicazione e la rende più efficace e va di pari passo alla maturazione della personalità, che sarà tanto più capace di decodificare il “vero” contenuto della comunicazione quanto sarà
capace di un “ascolto empatico”.
La competenza comunicativa si basa quindi sull’empatia, ma anche sulla capacità di gestire efficacemente le emozioni che si provano e che prova l’altro.
Di fronte ad emozioni forti che sopraggiungono si può cedere alla tentazione di reprimerle non manifestandole o non mostrandole appieno. Ma non è una buona strategia, in quanto prima o poi esse emergono e se non trovano la loro naturale via di sfogo, si rischia di non poterne poi evitare l’irrompere improvviso nel comportamento o nella relazione. Per questo non riuscire a riconoscere e a esprimere lo stato d’animo provato può mandare fuori strada molte conversazioni e pregiudicare la qualità di molte relazioni.
Nel cosiddetto ascolto empatico, è necessario assumere curiosità autentica e disponibilità a puntare l’attenzione sull’interlocutore, cercando di imparare volta per volta a condividere le emozioni dell’altro producendo così una piacevole sensazione di farlo sentire accolto e compreso. Per fare ciò, ci si deve mettere nella condizione di accettare le emozioni dell’interlocutore così come si presentano nella relazione.
La comunicazione, altra attitudine "sociale", è invece la capacità di parlare agli altri, facendo coincidere il contenuto esplicito dei messaggi (trasmesso dalle parole) con le proprie convinzioni ed emozioni (involontariamente rivelate attraverso il linguaggio del corpo). Comunicare in maniera efficace è anche saper ascoltare e fare domande, mantenendo una reale attenzione alle risposte emotive dei nostri interlocutori.
Imparare a riconoscere e rispettare le proprie emozioni serve anche per sviluppare l’empatia; inoltre un alto grado di empatia facilita enormemente la comunicazione e la rende più efficace e va di pari passo alla maturazione della personalità, che sarà tanto più capace di decodificare il “vero” contenuto della comunicazione quanto sarà
capace di un “ascolto empatico”.
La competenza comunicativa si basa quindi sull’empatia, ma anche sulla capacità di gestire efficacemente le emozioni che si provano e che prova l’altro.
Di fronte ad emozioni forti che sopraggiungono si può cedere alla tentazione di reprimerle non manifestandole o non mostrandole appieno. Ma non è una buona strategia, in quanto prima o poi esse emergono e se non trovano la loro naturale via di sfogo, si rischia di non poterne poi evitare l’irrompere improvviso nel comportamento o nella relazione. Per questo non riuscire a riconoscere e a esprimere lo stato d’animo provato può mandare fuori strada molte conversazioni e pregiudicare la qualità di molte relazioni.
Nel cosiddetto ascolto empatico, è necessario assumere curiosità autentica e disponibilità a puntare l’attenzione sull’interlocutore, cercando di imparare volta per volta a condividere le emozioni dell’altro producendo così una piacevole sensazione di farlo sentire accolto e compreso. Per fare ciò, ci si deve mettere nella condizione di accettare le emozioni dell’interlocutore così come si presentano nella relazione.

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